27 settembre 2026
Cari Amici,
rieccoci con il nostro appuntamento settimanale.
Quella che si chiude è stata una settimana intensa, ricca di emozioni, battaglie e risultati concreti.
E non posso che partire da domenica scorsa. Che spettacolo Pontida!
Migliaia di donne e uomini, giovani, famiglie, militanti e amministratori arrivati da ogni parte d’Italia hanno riempito ancora una volta il nostro pratone di bandiere, entusiasmo e passione.
Una grande festa di popolo, una grande festa della Lega. Una comunità viva, forte e unita, che ancora una volta ha dimostrato di esserci e di avere tanta voglia di combattere per le proprie idee.
È da 30 anni che celebrano il funerale della Lega, e invece siamo ancora qua. Più determinati che mai.
Dal palco di Pontida abbiamo indicato con chiarezza le battaglie dei prossimi mesi. E in questa settimana abbiamo già portato a casa risultati importanti: abbiamo fermato lo stop alle auto diesel Euro 5, fatto un altro passo verso la cancellazione del canone Rai, approvato nuove regole nella scuola contro burqa e niqab e per favorire una vera integrazione, ottenuto il via libera definitivo alla legge delega sul nucleare e continuato a far avanzare l’Autonomia.
Insomma, niente male per un partito che qualcuno continua a dare per morto.
Buona lettura e un abbraccio,
Matteo Salvini
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PONTIDA 2026, CHE SPETTACOLO!
Una domenica che resterà nel cuore.
Migliaia di persone arrivate da ogni parte d’Italia hanno riempito ancora una volta il pratone di Pontida. Militanti, amministratori, giovani e famiglie: una grande comunità unita dalla passione e dall’amore per la propria terra e per la libertà.
Quest’anno Pontida ha avuto anche un significato particolare. Il pratone è stato ufficialmente intitolato a Umberto Bossi, fondatore della Lega, con una targa che recita: «Colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra».
Dal palco Matteo Salvini ha ribadito un messaggio molto chiaro: la Lega vince se è unita. E Pontida ha dimostrato ancora una volta che questo popolo c’è, non si arrende e guarda avanti.
Ma Pontida non è stata soltanto una festa. È stato anche il luogo dal quale rilanciare le battaglie dei prossimi mesi: meno tasse, pensione a 64 anni, flat tax per autonomi e partite IVA, un contributo delle grandi banche, più sicurezza nelle città e 10mila militari nelle strade.
E i primi risultati sono arrivati già nei giorni successivi.
EURO 5, PROMESSA MANTENUTA: SALVATI AUTO, FURGONI E LAVORO AL NORD
Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto.
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta di Matteo Salvini, il decreto che rinvia di un anno, dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027, lo stop ai diesel Euro 5 nel Bacino Padano, evitando un blocco che avrebbe colpito in particolare milioni di cittadini e imprese del Nord.
In Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 600mila veicoli commerciali diesel Euro 5. Nel solo Bacino Padano sono oltre 1,2 milioni le auto e circa 200mila i veicoli commerciali interessati.
«Ok dal Consiglio dei Ministri allo STOP al blocco degli Euro 5. Promessa mantenuta!», ha commentato Salvini.
E il ministro ha spiegato molto chiaramente il senso della battaglia: «Non è che se uno si tiene l’Euro 5 lo fa per sciccheria, è perché probabilmente non ha i soldi oggi per cambiare l’auto o cambiare il furgone».
La linea è semplice: alle imposizioni di Bruxelles rispondiamo con il buonsenso, difendendo mobilità, lavoro e risparmi delle famiglie.
MALPENSA È UFFICIALMENTE L’AEROPORTO SILVIO BERLUSCONI
Una giornata storica e carica di emozione.
Giovedì 25 settembre si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione dell’aeroporto internazionale di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi. Un traguardo per il quale si sono battuti il ministro Salvini e la Lega.
«È una bella giornata lombarda, italiana», ha detto Salvini. «Al di là della politica, non è un’inaugurazione politica o partitica. Silvio Berlusconi è stato un grande: un grande imprenditore, un grande uomo di sport, un grande uomo dell’editoria, dell’urbanistica, del futuro».
Un’intitolazione particolarmente significativa anche per ciò che Malpensa rappresenta: una delle principali porte dell’Italia verso il mondo e il primo aeroporto italiano per traffico merci, fondamentale per la competitività del Paese.
Un riconoscimento a un uomo che ha segnato profondamente la storia imprenditoriale, sportiva, istituzionale e politica dell’Italia. Da oggi, chi arriva a Milano da ogni parte del mondo atterra all’Aeroporto Silvio Berlusconi.
CARBURANTI, UNA FRASE FUORI CONTESTO PER ATTACCARE SALVINI: ECCO LA VERITÀ
Avrete probabilmente letto anche voi questa frase, diventata virale in poche ore:
«Il costo del carburante non calerà a breve, quindi o ti rassegni o ti attrezzi».
Titoli, post, meme, migliaia di commenti. Il messaggio fatto passare era inequivocabile: Salvini avrebbe detto agli italiani di rassegnarsi al caro carburanti. Peccato che non fosse questo il senso del suo intervento.
E non si tratta di opinioni: basta guardare il video integrale. La frase è stata estrapolata da un intervento di circa tre minuti nel quale Salvini ragionava sulle conseguenze economiche dei conflitti internazionali e, soprattutto, sulle scelte che Governo e politica devono compiere per reagire.
Il passaggio parte dalla constatazione che, con due guerre in corso e senza una soluzione immediata, è difficile immaginare una rapida diminuzione dei costi dell’energia e dei carburanti. Da qui la frase: «Quindi o ti rassegni, o ti attrezzi, o ti prepari». Subito dopo Salvini parla dello scostamento di bilancio, del deficit, degli investimenti e delle risorse da mettere in campo per sostenere la crescita. Non stava dicendo agli italiani “rassegnatevi”.
Stava dicendo alla politica esattamente il contrario: non possiamo rassegnarci. Dobbiamo attrezzarci e intervenire.
Il ragionamento arriva infatti alla necessità di scrivere una legge di bilancio «coraggiosa» e «importante», utilizzando le risorse per investimenti, crescita e opere pubbliche, perché in un momento di incertezza famiglie e imprese tendono comprensibilmente a rinviare acquisti e investimenti.
Eppure da tre minuti di intervento è stata isolata una manciata di parole e sui social ha cominciato a circolare tutt’altro messaggio.
Questa non è informazione completa. È una rappresentazione del pensiero di Salvini che il contesto integrale non conferma.
Il risultato? Insulti a valanga e addirittura minacce di morte.
Salvini è quindi intervenuto direttamente:
«Basta fake news, basta manipolazioni». E ha chiarito il punto centrale: quel «o ti rassegni o ti attrezzi» era rivolto al Governo e alle istituzioni, perché davanti alle difficoltà di tanti italiani occorre investire e spendere di più per aiutare famiglie e imprese.
Il concetto era dunque l’esatto contrario di quello diventato virale: non chiedere ai cittadini di rassegnarsi, ma chiedere alla politica di reagire.
Guardate il video integrale, dall’inizio alla fine, e giudicate voi.
GUARDA QUI IL VIDEO INTEGRALE DI MATTEO SALVINI
https://www.instagram.com/reel/DdsywELzV5f/
Tre minuti valgono più di cento titoli costruiti su una frase isolata.
NUCLEARE, VIA LIBERA DEFINITIVO: UNA BATTAGLIA DELLA LEGA DIVENTA REALTÀ
Dopo anni di battaglie contro pregiudizi e ideologie, è arrivato il via libera definitivo alla legge delega sul nucleare sostenibile.
Il Senato ha approvato definitivamente il provvedimento che riapre la strada all’utilizzo dell’energia nucleare in Italia e affida al Governo il compito di definire il nuovo quadro normativo.
Una battaglia che Matteo Salvini e la Lega portano avanti da anni. «Un’Italia moderna non può rinunciare al nucleare», aveva ribadito Salvini.
Grande soddisfazione anche da parte del viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava: «L’approvazione definitiva del disegno di legge sul nucleare è un risultato storico, al quale abbiamo lavorato con convinzione e responsabilità».
«Come Lega abbiamo sempre sostenuto il ritorno del nucleare», ha ricordato Gava: significa più sicurezza e indipendenza energetica, energia competitiva per famiglie e imprese e un contributo concreto alla riduzione delle emissioni.
Ora avanti con l’attuazione della delega.
SCUOLA, STOP A BURQA E NIQAB E NUOVE REGOLE PER L’INTEGRAZIONE
Un’altra battaglia portata avanti dalla Lega diventa realtà.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto scuola del ministro Giuseppe Valditara, che introduce il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, mettendo quindi al bando burqa e niqab nelle scuole.
«Burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana», ha spiegato Valditara.
Il decreto introduce inoltre nelle classi prime un tetto del 30% per gli alunni stranieri di recente inserimento nel sistema scolastico italiano, con criteri specifici per i diversi cicli scolastici, per favorire una vera integrazione e l’apprendimento della lingua italiana.
Per chi viola il divieto di coprire il volto sono previste sanzioni da 200 a 1.000 euro.
La scuola deve integrare, insegnare e mettere tutti gli studenti nelle condizioni di imparare. E per integrarsi davvero, conoscere la lingua italiana è fondamentale.
CONTRO L’ISLAM POLITICO: LE PROPOSTE DELLA LEGA ARRIVANO IN PARLAMENTO
Non solo scuola. Questa settimana la Lega ha presentato alla Camera, con Matteo Salvini, Giuseppe Valditara, Anna Maria Cisint, Susanna Ceccardi e Silvia Sardone, un pacchetto di proposte per contrastare l’integralismo e l’utilizzo politico della religione islamica.
Misure concrete che intervengono su più fronti:
* registro degli enti e dei luoghi di culto, con regole e controlli più stringenti;
* registro degli imam e dei ministri di culto, con requisiti precisi, a partire dalla conoscenza della lingua italiana;
* trasparenza sui finanziamenti provenienti dall’estero destinati a moschee, centri e associazioni;
* individuazione dei responsabili legali degli enti di culto e sottoscrizione di una Carta dei valori vincolante;
* censimento e contrasto dei luoghi di culto abusivi;
* contrasto alle prediche radicali e ai soggetti radicalizzati;
* divieto di burqa e niqab anche al di fuori della scuola e nei luoghi pubblici;
* norme più severe sui permessi di soggiorno e nei confronti di chi non rispetta le nostre leggi.
«Il problema non è l’Islam come religione, il problema è l’utilizzo politico della religione islamica, che è il pericolo pubblico numero uno per il futuro dei nostri figli e per le libertà che ci siamo conquistati con decenni di battaglie», ha spiegato Salvini.
Anna Maria Cisint ha rivendicato il lungo lavoro che ha portato fin qui: «Oggi portiamo qui, grazie a Matteo Salvini, più di dieci anni di battaglie partite da Monfalcone, dove prima di altri abbiamo visto cosa stava accadendo».
Silvia Sardone ha rilanciato uno dei punti centrali del pacchetto: «Chiediamo il divieto di burqa e niqab anche al di fuori del contesto scolastico».
Netta anche Susanna Ceccardi: «C’è un’islamizzazione sempre più aggressiva e non possiamo più permetterci di far finta di nulla. Di fronte a questo fenomeno servono coraggio, chiarezza e regole precise».
Per la Lega libertà religiosa significa anche rispetto delle leggi, delle regole e dei valori fondamentali del nostro Paese.
AUTONOMIA, CHIUSA LA FASE DELLE APPROVAZIONI REGIONALI: ORA L’ULTIMO MIGLIO
Un altro passo decisivo verso l’Autonomia.
Il Piemonte ha dato il via libera agli schemi di intesa definitiva per ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, completando così la fase delle approvazioni regionali dopo Veneto, Liguria e Lombardia.
Grande soddisfazione del ministro Roberto Calderoli: «Ora resta soltanto l’ultimo miglio dell’approvazione in Parlamento dopo il passaggio in Consiglio dei Ministri».
Le Regioni coinvolte rappresentano oltre 20 milioni di abitanti, un terzo del Paese. Calderoli ha quindi annunciato che chiederà alla maggioranza un calendario e tempi precisi, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione delle intese alla Camera e al Senato prima della fine della legislatura.
«L’Autonomia sarà una rivoluzione non solo per le Regioni che l’hanno chiesta, ma a beneficio di tutto il Paese».
CANONE RAI, UN ALTRO PASSO VERSO L’ABOLIZIONE
Una battaglia storica della Lega va avanti.
In Commissione al Senato è stato approvato l’emendamento dei relatori che apre alla possibilità di ridurre il canone Rai.
«È un risultato politico importante per il centrodestra e una vittoria della Lega, che da anni porta avanti questa battaglia per alleggerire il peso del canone sulle famiglie italiane», hanno dichiarato i senatori della Lega Giorgio Maria Bergesio, Tilde Minasi e Manfredi Potenti.
«Abbiamo già dimostrato che ridurre il canone è possibile. Il voto di oggi segna un nuovo passo verso un obiettivo storico del nostro movimento».
Per la Lega la riduzione dovrà però essere reale e sostenibile, attraverso maggiore efficienza della Rai, contenimento dei costi e incremento delle entrate, evitando semplicemente di spostare l’onere «da una tasca all’altra dei cittadini».
L’obiettivo resta quello di sempre: far pagare sempre meno gli italiani e arrivare alla cancellazione del canone.
PENSIONI, FLAT TAX E BANCHE: LE BATTAGLIE DELLA LEGA PER LA MANOVRA
In un’intervista a La Verità, Matteo Salvini ha ribadito alcune delle battaglie economiche che la Lega sta già portando avanti in vista della prossima legge di bilancio.
A partire dalle pensioni.
«Non vedo perché un lavoratore italiano debba essere condannato ad aspettare i 67 anni». L’obiettivo è dare la possibilità di uscire volontariamente a 64 anni anche a chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996.
«Non significa obbligare nessuno ad andare in pensione: significa lasciare al lavoratore la libertà di scegliere». La misura potrebbe interessare circa 80mila persone, con una sperimentazione triennale e un investimento stimato in circa 1,6 miliardi all’anno.
Poi la flat tax. «Nella prossima legge di Bilancio c’è un altro impegno che spero venga sostenuto dagli alleati: portare a 100mila euro il limite di fatturato per la flat tax per partite Iva e lavoratori autonomi».
E poi le banche.
«Non ce l’ho con le banche, ci mancherebbe altro. Ma se arrivano a 40 o 50 miliardi di utili, grazie agli interessi che pagano i cittadini, penso sia ragionevole chiedere un contributo del 5%».
Salvini ha ricordato che lo scorso anno gli istituti hanno registrato 47,5 miliardi di utili, pagando – secondo i dati citati nell’intervista – circa il 19% di tasse.
«Se in un momento difficile chiediamo un piccolo contributo a chi ha guadagnato tantissimo, non mi sembra una rivoluzione bolscevica».
E proprio nelle ultime ore è arrivato un esempio concreto.
«Bene il contributo volontario di ENI per aiutare gli italiani. Ora, in legge di bilancio, ci aspettiamo un contributo ancora più rilevante dalle grandi banche. Visto che ENI ha chiuso con un utile netto di quasi 5 miliardi nel 2025 e le banche italiane arriveranno a un utile di 50 miliardi nel 2026, ci aspettiamo un contributo molto importante».
Così la Lega ha commentato il contributo volontario di ENI, una scelta che va nella direzione auspicata dalla Lega.
SONDAGGI, LEGA AL 7,7% E IN CRESCITA
Buone notizie anche dai sondaggi.
Secondo l’ultima rilevazione di EMG Different, istituto demoscopico che collabora con il Tg3 e monitora periodicamente le intenzioni di voto degli italiani, la Lega sale al 7,7%.
Un dato che ci dà ancora più forza per continuare a lavorare e portare avanti le nostre battaglie.
LEGA al 7,7% e in crescita. Grazie a tutti voi, uniti si vince! 💪
STRADE SICURE, LA LEGA VA AVANTI: SUBITO 10MILA SOLDATI IN STRADA
Va avanti la battaglia della Lega per spostare più di 3mila militari dalle caserme alle strade italiane, portando a 10mila il numero dei soldati impiegati nell’operazione Strade Sicure.
Nell’ultima seduta della Commissione Difesa alla Camera, dove si sta discutendo la risoluzione, il nostro partito non ha accettato la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo, che avrebbe svilito il senso della nostra iniziativa prendendo in considerazione altri interventi meno tempestivi rispetto a quello che chiede la Lega.
Nonostante le posizioni diverse dei nostri alleati, continueremo a insistere per arrivare il prima possibile all’approvazione del nostro testo.
L’obiettivo è semplice: avere più uomini in divisa nelle strade, nelle piazze e nelle stazioni, a supporto delle Forze dell’Ordine e per garantire una presenza più capillare dello Stato sul territorio. «Non siamo disposti a fare alcun passo indietro», ha spiegato il primo firmatario della risoluzione Eugenio Zoffili. Anche Salvini è tornato sulla proposta nell’intervista a La Verità: «Sulla sicurezza continuo a chiedere una cosa semplicissima: portare Strade Sicure a 10.000 militari».
Non c’è più tempo. Il crimine non aspetta.
COMMERCIALISTI, VIA LIBERA ALLA RIFORMA
La Camera ha approvato la legge delega per la riforma dei commercialisti e degli esperti contabili.
Il provvedimento formalizza le competenze dei commercialisti nel settore giuslavoristico, consente di svolgere il tirocinio già durante il percorso universitario e interviene sui compensi, fermi da 12 anni e mai adeguati al costo della vita e ai cambiamenti intervenuti nel frattempo.
Una risposta concreta al mondo delle professioni, che ha bisogno di regole più moderne e di strumenti capaci di attrarre sempre più giovani.
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