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Proposte economiche per l'emergenza COVID-19



Proposte economiche per l'emergenza COVID-19

Proposte economiche per l'emergenza COVID-19

1. Indennizzare i costi fissi delle piccole e microimprese



Il 13 ottobre 2020 la Commissione Europea ha modificato il Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Questa modifica, la quarta, introduce la possibilità per gli Stati membri di indennizzare fino al 70% dei costi fissi scoperti delle imprese che hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30%. Il Governo tedesco ha adottato una misura simile a giugno 2019 finanziandola con 25 miliardi. Il Governo italiano non ha ancora implementato questa misura, che recherebbe un notevole sollievo alle imprese. Proponiamo di adottare questo schema di indennizzo, considerando come periodo di riferimento per il calo del fatturato il primo semestre del 2020, da confrontare con il primo semestre del 2019.


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2. Tagliare le aliquote dell'IVA



Gli ultimi dati ISTAT confermano che mentre da agosto l'indice generale dei prezzi al consumo scende, aumentano i prezzi dei beni di prima necessità. Seguendo l'esempio di altri Paesi europei, come la Germania, la Lega propone di tagliare le aliquote IVA ordinaria e ridotta di due punti e azzerare le aliquote “super ridotte” sui beni di prima necessità, per rilanciare la domanda interna e aiutare le famiglie in difficoltà. Un provvedimento analogo a quello preso a giugno del Governo tedesco, che ha destinato a questo scopo 20 miliardi di euro.


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3. Rinviare le scadenze fiscali di novembre per tutte le attività



Il decreto ristori bis propone un rinvio al 16 marzo 2021 delle scadenze di IVA e ritenute graduato secondo territori e settori produttivi. I rinvii riguarderebbero su tutto il territorio nazionale solo le attività chiuse dal DPCM del 3 novembre (palestre, sale bingo,...), nelle zone arancioni e rosse i servizi di ristorazione, e nelle sole zone rosse altre attività specificate nell'allegato 2 (attività commerciali al dettaglio, servizi alberghieri). Questo approccio “a macchia di leopardo” ha poco senso: commercio, ristorazione, alberghi soffrono su tutto il territorio nazionale, insieme al loro indotto vastissimo e ramificato, a causa delle misure restrittiva che determinano un “quasi lockdown” di fatto. La Lega chiede di disporre un rinvio generalizzato di queste scadenze.


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4. Cancellare i contributi fissi per gli autonomi



I lavoratori autonomi, inclusi quelli ordinistici, hanno subito un radicale ridimensionamento delle entrate, quando non un azzeramento. Per sostenere la loro liquidità la Lega chiede la cancellazione dei contributi fissi per il triennio 2020-2022, mantenendo pagamento dei soli contributi eccedenti il minimale.


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5. Convertire i prestiti in contributi a fondo perduto



Il sito del MISE ci informa che alla metà di novembre sono stati richiesti circa 20 miliardi di finanziamenti fino a 30.000 euro, coperti con garanzia statale al 100% ai sensi dell'art. 13 del Decreto liquidità. Il protrarsi della crisi pandemica lascia prevedere che il peso di questi finanziamenti sarà comunque difficilmente sostenibile da parte di molte aziende. La Lega propone quindi un immediato intervento pubblico per trasformare in sussidio il 50% di questi finanziamenti e per incentivare le aziende di credito ad estendere a 15 anni il rimborso della quota residua.


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6. Rendere immediatamente spendibili i crediti d'imposta



I crediti d'imposta sono una riserva di liquidità molto importante ma di difficile impiego per le imprese. Attualmente questi crediti, che sono a tutti gli effetti somme teoricamente nella disponibilità delle aziende, possono essere “spesi” solo in sede compilazione delle dichiarazioni periodiche (modelli F24), portandoli in compensazione di importi a debito dovuti ai vari enti impositori. La Lega propone l'utilizzazione immediata dei crediti di imposta nei pagamenti fra privati, da realizzare attraverso una semplice modifica del modello F24. La nostra proposta di legge è già in discussione presso la Commissione Finanze della Camera: chiediamo alla maggioranza di accelerarne il percorso per alleviare i problemi di liquidità di molte realtà aziendali.


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7. Estendere la moratoria sui mutui bancari



L'articolo 65 del Decreto agosto ha esteso fino a gennaio 2021 la moratoria sui mutui bancari prevista dal Decreto cura Italia. La ripresa dell'emergenza sanitaria, con le restrizioni ad essa connesse, aumenta l'incertezza economica e impone di disporre una ulteriore moratoria, estendendola alla fine del 2021.